Unione civile con cittadino straniero in Italia

Come sapete, l’Italia è un Paese in cui sono ammesse le Unioni Civili tra persone dello stesso sesso.

Se vi state chiedendo quali sono i requisiti di contrarre l’unione civile con cittadino straniero in Italia, sappiate che i cittadini stranieri possono presentare, al momento della richiesta, una dichiarazione dell’autorità competente del loro Paese che attesti che, secondo l’ordinamento giuridico di appartenenza, non sussistono impedimenti alla costituzione dell’unione civile (di solito questo documento è il cosiddetto nulla osta).

Tale atto (generalmente emanato dal consolato straniero in Italia) deve essere successivamente legalizzato presso la Prefettura competente (si noti che non tutte le Prefetture possono legalizzare il nulla osta).

È da notare che potrebbero essere vigenti delle convenzioni internazionali tra l’Italia e il paese d’origine del vostro partner che stabiliscono che ci possa essere un’esenzione alla legalizzazione del Nulla Osta (ad esempio la Convenzione di Vienna, Convenzione di Londra e Convenzione di Monaco).

Il nulla osta per l’unione civile tra cittadino italiano con cittadino straniero, oltre alla dichiarazione di cui sopra, deve contenere le generalità complete dell’interessato (nome, cognome, luogo, data di nascita, residenza e stato civile).

Cosa fare se l’unione civile è vietata nel paese d’origine del partner?

Grazie a una sentenza del Consiglio di Stato e il novellato art. 32-ter della l. 218/1995, ci sono statuizioni utili per autorizzare in Italia le unioni civili senza il Nulla Osta, ove nel vostro Paese di origine questo tipo di unione è vietato.

Si ricorda che in Italia eventuali disposizioni del vostro Paese di origine che vietino le unioni civili tra persone dello stesso sesso non saranno prese in considerazione dallo Stato Civile del Comune dove intendete unirvi posto che tali divieti sono contrari ai principi di uguaglianza sanciti dal nostro ordinamento giuridico e dalle norme in materia di unione civile tra persone dello stesso sesso.

Pertanto ove il Consolato straniero in Italia o l’autorità locale del vostro Paese d’origine si rifiuti di rilasciare il nulla osta o un atto che stabilisca che non vi sono impedimenti all’unione civile tra persone dello stesso sesso, tale atto sarà sostituito da un certificato di stato civile libero o da altro atto comunque idoneo ad attestare la libertà di stato.

Pertanto un mero certificato di stato libero basterà al Comune italiano per consentirvi di celebrare l’unione civile con cittadino straniero.

Inoltre qualora non riusciste ad ottenere un certificato di stato civile libero perché il vostro Paese d’origine non voglia fornirlo per qualsiasi motivo vi è una ulteriore strada percorribile.

Secondo la sentenza del Consiglio di Stato espressa con il “parere n. 1352, del 21/07/2016” ed il nuovo art. 32-ter della l. 218/1995 le parti dell’unione possono semplicemente firmare un’auto-dichiarazione ai sensi del DPR 445/2000 in cui dichiarano -assumendosene la responsabilità- che non ci sono impedimenti tra le due parti dell’unione.

Possiamo dire che si tratta di una vera e propria rivoluzione per l’unione civile in Italia.

Si noti che non tutti i Comuni d’Italia hanno riconosciuto o hanno una conoscenza adeguata della suddetta sentenza del Consiglio di Stato, pertanto in qualità di wedding planner con un consistente background nel settore legale e burocratico in Italia vi sapremo consigliare il modo migliore e più semplice per far celebrare la vostra unione civile in Italia.

Regime patrimoniale

Al momento della costituzione dell’unione civile, le parti possono dichiarare di scegliere il regime patrimoniale della separazione dei beni o della comunione dei beni.

In assenza di una dichiarazione, il regime patrimoniale dell’unione sarà quello della comunione dei beni.

I partner dell’unione civile possono decidere di avere un unico cognome comune a entrambi dopo la celebrazione dell’unione civile.

Infatti, la legge italiana dal 2016 consente alle parti di indicare uno dei loro cognomi come cognome comune dell’unione civile, che può essere aggiunto al cognome dell’altra parte.

Questa dichiarazione deve essere fatta al momento della costituzione dell’unione civile e comporta l’annotazione del cambio di cognome nell’atto di nascita dell’interessato (se italiano). Di conseguenza, verrà modificato anche il loro codice fiscale (se italiano).

Come registrare i matrimoni e le unioni civili tra persone dello stesso sesso celebrati all’estero

Gli atti di unione civile tra persone dello stesso sesso, contratti all’estero secondo le norme vigenti nel Paese in cui l’atto è stato formato, possono essere trascritti su richiesta degli interessati nel Registro delle Unioni Civili.

Per la trascrizione, l’atto può essere trasmesso all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di residenza dell’interessato tramite l’Autorità Diplomatica Italiana presso la quale si è formato l’atto o consegnato direttamente dall’interessato stesso.

L’atto deve essere tradotto e legalizzato secondo la normativa vigente e le convenzioni internazionali.

Per chi ha già contratto un’ unione civile o un matrimonio tra persone dello stesso sesso, non è possibile ripetere l’iter di costituzione dell’Unione Civile in Italia.

Le unioni civili tra persone di sesso diverso non possono essere trascritte nel Registro.

Come ottenere la cittadinanza italiana a seguito di un’unione civile con cittadino straniero


Dall’11 febbraio 2017 è possibile presentare domanda per ottenere la cittadinanza italiana a seguito di unione civile con cittadino straniero.

Infatti, accanto alla cittadinanza italiana ottenuta a seguito di matrimonio, con la nuova legge italiana sulle unioni civili è diventata effettiva anche l’acquisizione della cittadinanza derivante dall’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Pertanto, un cittadino straniero può richiedere la cittadinanza dopo due anni dalla celebrazione dell’unione civile se ha risieduto in Italia per due anni consecutivi dopo l’unione.

In caso contrario, se la parte dell’unione o il coniuge risiede all’estero, sarà possibile acquisire la cittadinanza italiana dopo 3 anni dall’unione civile o dal matrimonio.

Di seguito elenchiamo tutti i requisiti per richiedere la cittadinanza a seguito di unione civile o matrimonio.

Possono richiedere la cittadinanza i coniugi o le parti dell’unione.

I requisiti necessari per la richiesta sono i seguenti:

1) residenza legale, continua e ininterrotta.

2 anni di residenza dalla data del matrimonio;
3 anni dalla data del matrimonio, se residenti all’estero;
2 anni dalla data del giuramento e dalla data del matrimonio, in caso di coniuge naturalizzato italiano.
I termini sono ridotti alla metà in presenza di figli nati o adottati dai coniugi.


2) Conoscenza della lingua italiana comprovata da uno dei seguenti titoli di studio
Titolo di studio rilasciato da un’istituzione scolastica pubblica o paritaria riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, come ad esempio
Diploma di scuola secondaria di secondo grado, laurea triennale;
oppure una certificazione linguistica L2/B1 C.E.F.R. rilasciata da un ente certificatore riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Gli enti certificatori sono: Università per Stranieri di Perugia; Università per Stranieri di Siena; Università degli Studi Roma Tre; Società Dante Alighieri;
o l’accordo di integrazione di cui all’art. 4 bis del T.U. di cui al D.Lgs. 286/98 (di cui vanno indicati gli estremi);
o il permesso di soggiorno in corso di validità per soggiornanti di lungo periodo – U.E. o C.E., di cui all’art. 9 del Testo Unico. 9 del Testo Unico.


3 ) Matrimonio o unione civile:

se è stato celebrato all’estero, deve essere trascritto nei registri di stato civile del Comune di residenza.
Al momento della presentazione della domanda e fino all’adozione del decreto di concessione della cittadinanza, il vincolo matrimoniale o dell’unione civile deve persistere, quindi non devono esserci scioglimenti, annullamenti, cessazione degli effetti civili del matrimonio o separazioni legali.
Lo straniero residente all’estero presenta domanda all’Autorità consolare italiana competente attraverso il portale del Ministero dell’Interno.
La domanda viene respinta, oltre che per mancanza dei requisiti di cui sopra, anche in caso di gravi motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica e in caso di condanna definitiva del richiedente, pronunciata in Italia o all’estero, per i reati di cui all’art. 6 della Legge 91/1992.

Quali sono i documenti necessari per compilare la domanda di cittadinanza online?

Certificato di nascita legalizzato con traduzione legalizzata (non richiesto per i nati in Italia). Il certificato non ha scadenza.
Certificato penale del Paese di origine (e di eventuali Paesi terzi di residenza) legalizzato e con traduzione legalizzata. Il certificato penale ha una validità di 6 mesi, a partire dalla data di rilascio.
Ricevuta di pagamento del contributo obbligatorio di € 250,00 sul C/C n. 809020 intestato a MINISTERO DELL’INTERNO D.L.C.I. – CITTADINANZA con la causale: “Cittadinanza – contributo di cui all’articolo 14 del decreto legge 4 ottobre 2018, n. 113″;
Una marca da bollo da € 16,00
Documento d’identità: carta d’identità e passaporto
Titolo di soggiorno: carta di soggiorno o permesso di soggiorno per i cittadini extracomunitari; certificato di soggiorno per i cittadini dell’Unione Europea
Titolo attestante la conoscenza della lingua italiana
Certificato di matrimonio o di unione civile del Paese estero in cui è stato celebrato, con traduzione e legalizzazione o dichiarazione consolare se il cognome è cambiato a seguito del matrimonio

Chi siamo e come possiamo aiutarti?

Wedding Lawyer in Italy

Grazie all’esperienza maturata presso studi legali e uffici di internazionalizzazione della pubblica amministrazione italiana, abbiamo acquisito una notevole competenza in materia di affari consolari e siamo preparati a risolvere le procedure più complesse come:

1) Coppie dello stesso sesso che vogliono celebrare un’unione civile in Italia in quanto nel loro Paese l’unione è vietata;

2) Coppie che provengono da Paesi in cui il divorzio non è consentito;

3) Italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE che hanno bisogno di recuperare il documento per avviare le pratiche di matrimonio presso il Consolato italiano;

4) Assistenza a persone che provengono da Paesi che non rilasciano il nulla osta;

5) Coppie americane e australiane che necessitano di assistenza per l’atto notorio presso un Tribunale italiano o il Consolato italiano negli USA o in Australia.

6) Assistenza per rifugiati politici che desirano contrarre matrimonio o unirsi civilmente.

Il nostro team di avvocati e wedding planners vi assisterà e vi assegnerà il consulente più adatto al vostro caso.

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